
| [stanca di stenti] Diario semiserio di un'ultra trentenne di ritorno da mammà dopo 10 anni di gaia indipendenza. |
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martedì, luglio 05, 2005 Credo di essere stufa dell'argomento di questo blog. O meglio, dell'alibi che mi sono scelta in questo blog per vestirmi da vittima anziché da carnefice di me stessa. Come mi ha detto la Patta una volta, potrei cominciare a pensare di farmi io da madre e lasciare la mia vera madre così com'è, senza pretendere che sia diversa. Potrebbe essere un buon esercizio. Un nuovo esercizio, soprattutto. Da oggi inizierò a crescere, voglio finalmente diventare Adele e smettere di essere la figlia di mia madre. A presto! Vostra, Adele venerdì, giugno 24, 2005 La signora Pisque era la mia amica immaginaria. Me la ricordo con la faccia di pezza, gli occhi azzurri sgranati, due tondi sulle guance e le trecce di lana rossa. Non ho mai avuto una bambola così, lei era solo nella mia immaginazione. Aveva anche un vestitino celeste, con la pettorina a quadretti e un fiocco intonato alla gonna. Non avevo problemi di solitudine da bambina, sono cresciuta per le strade della mia borgata insieme a tanti amichetti della mia età, senza particolari costrizioni, eppure fino ai 5 anni ho sentito l'esigenza di questa amica immaginaria con la quale mi perdevo in lunghe chiacchierate. Chissà se c'entra qualcosa con l'incomunicabilità attuale con mia madre...forse no, ma oggi ci pensavo e non so perché la mia mente mi ha portato il ricordo della mia signora Pisque. Pronunciato con la s sibilante in mezzo ai denti di quando ero bambina: Pisssque. giovedì, giugno 16, 2005 Tik, tikke, tik, tak, takke, tik, tik. E' il rumore della mia tastiera sotto l'azione delle mie dita: collegamento velocissimo con me, le mie sensazioni, i miei pensieri, le mie rabbie. Scrivo incessantemente, parole a fiumi, tutte le parole che non so dire. Le devo scrivere, tutte le parole che ho paura di far uscire dalla mia bocca. Detesto mia madre ed i suoi silenzi, i musi lunghi al posto delle parole, odio l'incomunicabilità che è fra le poche cose che mi abbia insegnato. Anzi no, mi ha insegnato anche ad essere una brava donna di casa, a pulire ogni cosa perfettamente, senza lasciare tracce, a passare l'aspirapolvere negli angoli e a muovermi sporcando il meno possibile. Sono dura e inclemente con lei ma poi, mettendo bene a fuoco, vedo la repressione che ha subìto da due genitori che non le hanno mai insegnato che si può essere amati, ma che una donna è nata per essere servile e rispettosa nei confronti degli uomini sì; lei, sposata troppo giovane, e con troppi sogni da realizzare; nell'illusione di una vita migliore di quella auspicata in un paesello lucano, dove tutto è pregiudizio, si è ritrovata in una gabbia peggiore con una figlia non sua già grande e altri due da crescere, dove ha trovato la sua massima espressione nel lucidare pomelli d'ottone. Sono tante le cose che vorrei dirle, ma le parole si fermano tutte in gola, riesco a far uscire solo quelle insignificanti. Ogni volta che provo a raccontarle qualcosa mi sento inadeguata, come se quello che le sto per dire non fosse abbastanza eccezionale per catturare la sua attenzione. Quando le parlo di me finge distrazione o, almeno, spero che finga, ma il risultato è sempre quello: lascio a metà il mio discorso, lo lascio scarno e dico lo stretto necessario alla cronaca, tanto non mi ascolta. Gli amici, invece, le persone che mi sono scelta accanto mi ascoltano avidamente e sollecitano le mie parole, ma ritrovo in loro mia madre ogni volta che ho da dire qualcosa di scomodo, che possa ferire o che possa far intendere una qualsiasi pretesa da parte mia, ma anche una semplice richiesta di attenzione. Mi blocco, mi chiudo, mi convinco che tutto vada bene e che mi sto sbagliando, che non devo dire, che non devo chiedere. Sento ancora nettamente la spinta delle parole verso l'esterno che combattevo da ragazzina, quando dovevo dire a mia madre qualcosa di importante. Le parole erano lì, pronte per uscire, frasi esaurienti e ben formulate, salivano e poi scendevano di nuovo giù, dal terrore di tirarle fuori e della sua reazione. La maggior parte delle volte uscivo sconfitta da questa lotta, memore di tutte le volte che mi era scappato di dire la mia e lei prontamente e rabbiosamente a ricordarmi che non erano affari in cui potevo immischiarmi. Sono cose che provo ancora adesso, ma devo pur sopravvivere e ho imparato ad eludere la mia mente con escamotage: fingo di non aver più nulla da dire ma poi obbligo la mia lingua a partire e dette le prime due, tre parole non ho più scuse per fermarmi. Con lei, invece, non mi pongo nemmeno il problema: non dico e basta. Come mi ricorda Cinzia, dovrò decidermi presto a darmi da fare per eliminare questi meccanismi perché, finché saranno problemi, non mi permetteranno di rapportarmi con gli altri, e con me stessa, in maniera serena. Ho paura, però, che questa volta non ci sarà la chirurgia ad aiutarmi: il bendaggio, in questo caso, dovrò premurarmi di eliminarlo, sia dagli occhi che dal cuore. martedì, giugno 14, 2005 In che posto viviamo? Un riparo per pecore teledipendenti? Mi sento triste e impotente. Hai visto Waitress perché non posso fingere che la Chiesa non ci sia e che non possa influire sulla mia vita e sulle mie scelte? Viene segnalata sul blog di Beppe Grillo l'articolo 98 della legge n. 361 del 30 marzo 1957 che dice: 1. Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000. Come mai nessuno ha tirato in ballo questo articolo, nemmeno tutti quelli favorevoli al sì? Come mai? E quanti fra i lettori di questo blog sarebbero disposti a battersi per rompere anche solo un po' le scatole a chi ha promosso l'astensionismo? Lo fareste pur avendo la certezza che non si otterrebbe mai una punizione nei confronti del Papa o del Presidente del Consiglio? Io lo farei, ma da sola non vado da nessuna parte... lunedì, giugno 13, 2005 C'è del diabolico nell'ostinazione con cui gli utenti di Trenitalia rifiutano di settare i propri cellulari con il vibra-call. Per non parlare della dovizia con cui raccontano i particolari della propria vita privata attraverso i loro apparecchi. E non voglio nemmeno accennare al volume su cui modulano la loro voce, quasi a volersi assicurare che a nessuno sfugga ciò che di interessante hanno da dire. ...Poi mi dicono che sono intollerante, eh? venerdì, giugno 10, 2005 Sta accadendo una cosa nuova nella mia vita, una cosa bella e dolce. Una di quelle cose che aspetti e che cerchi in un'infinità di malintesi e che poi, quando smetti di cercare, arriva rombante e ti dice "ehi! Io Zono Cuì!" e tu non smetti di ridere perché capisci che questa volta la vuoi proprio e non ti inventerai niente per fingere di non meritarla. Una di quelle cose che non hai voglia di banalizzare con una definizione, sai solo che la vuoi e che ti viene voglia di volerla sempre di più... Ed è una di quelle cose che nemmeno hai bisogno di dirla per sentire che sia vera, ma che ti si legge in faccia perché ne hai sempre la bocca piena. Tanto t'ho visto che mastichi! ...No, dai, non sono incinta! lunedì, giugno 06, 2005 Sono contenta di essere nata femmina, mi sento femmina fino nell'anima e non ho mai avuto dubbi in merito. O meglio sì, ne ho avuti a volte, ma solo perché sono convinta che sarei stata più apprezzata da mia madre che per mio fratello ha una venerazione. Né più, né meno. Questa predilezione è sempre stata chiara. Quando eravamo piccoli e volevamo chiederle qualcosa stabilivamo sempre che fosse lui a chiederglielo perché la risposta sarebbe stata quasi sicuramente sì; ma anche ora che siamo adulti quello che mio fratello dice è "cassazione", quello che dico io è sempre opinabile, da dimostrare, anche se poi diciamo la stessa cosa. Sia io che mio fratello lavoriamo molto e stiamo spesso fuori casa. Al mattino non me ne vado mai di casa senza aver messo in ordine la mia stanza, non le ho mai lasciato il mio letto da rifare. Mio fratello non si rifà il letto e non porta nemmeno in bagno la roba da lavare, eppure mia madre si lamenta del mio disordine e del fatto che non spolvero mai le mensole dei libri. Se mio fratello è a letto malato lei si preoccupa di portargli a letto il teuccio e le medicine che se si alza prende freddo. Quando sono malata io mi devo alzare a prendere le medicine, a prepararmi le eventuali bevande calde, devo chiederle se perfavore può passare in farmacia per me. L'ultima volta che ero a casa con la febbre e lei era fuori non mi ha chiesto come stavo, ma se avevo preparato qualcosa per la cena di mio fratello. Questa del pasto poi è sempre bizzarra. Io al mattino sono sempre di corsa e siccome non riesco a prepararmi il pranzo mangio alla mensa aziendale, che comunque non è gratuita. Per lui, lei si alza ogni mattina presto, gli prepara la spremutina d'arancia e poi la pietanzina e le verdurine da portarsi al lavoro che sennò deve spendere dei soldi per mangiare. E va bene, la mensa è comoda ed economica. Ma anche adesso che mio fratello viene a lavorare con me al call centre, anche quando abbiamo il turno insieme, a lui prepara il pranzo da portarsi dietro, io invece mi arrangio in qualche modo. Ovviamente non ce l'ho con mio fratello e oramai nemmeno più con mia madre: nessun amore si può pretendere, nemmeno quello di una madre. Nel corso degli anni la rabbia è diventata solo dispiacere. Mi sono arresa a questa mancanza visto che non c'è niente che io possa fare per farmi amare almeno quanto ama lui. Ecco, forse la cosa che un po' mi fa rabbia è che tutto dipenda da un'appendice. Se avessi avuto un pisello sarebbe stato diverso. Sarei stata amata anche io e forse non avrei nemmeno dovuto lottare così tanto con i chili in più, non sarei stata preda di disordini alimentari, sarei stata bella, sicura di me, felice e amata e non mi sarei dovuta andare a cercare l'affetto anche in situazioni poco dignitose. Non mi sarei dovuta sentire sempre poco all'altezza delle situazioni sentendomi sempre di dover dimostrare che non sono poi così male: sarebbe stato ovvio. Però sarei stata maschio. Dovrò intervistare mio fratello, un giorno, per chiedergli lui come si sente o forse fargli leggere questo blog. Nel frattempo medito sulla mancanza di comunicazione con mia madre. Forse lei avrebbe gradito di più una comunicazzione. lunedì, maggio 30, 2005 Ho deciso di sbattezzarmi. Mi è stato segnalato questo interessante sito: http://www.uaar.it/ (Un miàrdo, un miàrdeddue de bàceni al segnalatore) dove a questa pagina: http://www.uaar.it/documenti/laicita/01.html viene affrontato in maniera particolareggiata il tema del battesimo, di come la Chiesa sfrutta l'alto numero dei battezzati per falsare le sue statistiche e anche come fare per sbattezzarsi. Aggiornerò il blog con gli sviluppi della pratica. martedì, maggio 24, 2005 È che di cose da dire ne avrei anche molte. lunedì, maggio 02, 2005 Sono una privilegiata, ho una corsia preferenziale nelle vostre vite e questo solo grazie al mio nome. Prima di me vengono solo Abelarda e Adamo e quindi spesso sono la prima nella rubrica telefonica dei vostri telefonini. Dunque, cosa pensate che accada nei momenti meno opportuni, magari mentre sto facendo la settimanale applicazione di olio indiano sui capelli, mentre affronto delicati argomenti sui massimi sistemi con la mia manicure o mentre cerco il bullone, con le mie manine imbrattate di grasso, per rimontare la pinza del freno dopo aver cambiato le pasticche? Ebbene, normalmente mi arriva la vostra telefonata. Guardo il display, leggo il vostro graditissimo nome, mi affretto a nettare le mie mani per poter armeggiare col telefono e tutta trafelata rispondo con il mio "pronto?" più dolce e suadente. Tutto questo per sentire dall'altra parte non la vostra voce, bensì i vostri rumori di fondo. Suoni di automobili con le marce che urlano, voci che arrivano ovattate: "ma proprio qua in mezzo lo dovevano mettere il cambio?" e altri rumori non meglio definibili. Le prime volte riattaccavo in tutta fretta per non farvi spendere denaro inutilmente ma poi, lo confesso, mi è venuta irrefrenabile la curiosità di rubare pezzi delle vostre vite cercando di decifrare i suoni che arrivavano al mio telefono. Spesso eravate in automobile, a volte sentivo il suono dei vostri passi, altre volte il vocìo della folla e una volta qualcuno mi ha fatto sentire un pezzo di film mentre era al cinema. Il massimo lo raggiungete quando non faccio in tempo a rispondere e parte la segreteria telefonica: una volta ho ricevuto 14 messaggi vocali in segreteria telefonica che mi testimoniavano di un vostro viaggio in treno. Se vogliamo è stato anche romantico. E tu, reo-confesso, dov'eri stamattina alle nove e due minuti? Sul tram? In un'aula del tribunale? Spero davvero di non aver origliato mentre ti trovavi in una "riunione di gabinetto". . . giovedì, aprile 28, 2005 Ho trovato casa! Quando sono tornata nella stanza colorata ci ho trovato molte persone non gradite del mio passato. Poi mi sono svegliata dicendomi: "Spero che quando rimarrò sola non sentirò i passi dei fantasmi al piano di sopra..." domenica, aprile 24, 2005 Per la prima volta vedevo il mare. [tratto da Heimat 2 - "5: Il gioco con la libertà"] mercoledì, aprile 13, 2005
La primavera effettiva sembra ancora lontana, mi rigiro dall'altra parte: torno a dormire e a godermi ancora un po' il tepore sotto le coperte. Spegnete la luce perfavore? giovedì, marzo 10, 2005 Per un sacco di anni sono stata convinta che marzo fosse portatore di primavera ovunque. Una sveglietta precisissima, collegata con la sfizzera, che al primo di marzo DRRRRrrriiinnnn... suonava e svegliava le gemme sugli alberi, le rondini sotto ai tetti e le nevi sui monti che si scioglievano con un fragore di cascate. Poi a 21 anni l'amara realtà: dopo un rigidissimo inverno udinese, marzo non portò che altro freddo e ancora gelo e abbondantissima pioggia. Un affronto per me che ero abituata ai pic nic di Villa Borghese per festeggiare (anche) l'arrivo della primavera. domenica, febbraio 27, 2005 Mi si è spento un po' il cervello. Che c'avete da accende? mercoledì, febbraio 23, 2005 Ieri finalmente la bilancia ha segnato un altro chilo in meno dopo un mese di pausa. Sto facendo un po' più di movimento anche se non ho ancora avuto il coraggio di mettere un, seppur infilato nelle splendide ciabattine griffate, piede in piscina. Però ho coinvolto i colleghi a fare una passeggiata dopo pranzo e poi a fare le scale a piedi...insomma, tutto questo deve aver smosso qualcosa. Il problema è che mi sono resa conto che, nonostante il bendaggio, io sto sfamando la mia testa e non il mio stomaco: quando il mio stomaco è pieno la mia testa dice e no, hai mangiato solo il primo, fai uno sforzo, la regola vuole che ci stia pure un secondo! Non riesco ad uscire da questa cosa. Non riesco a sentire quando il mio stomaco mi dice che è pieno, mangio sicuramente meno di prima, ma smetto di mangiare solo quando mi sento sazia come una svedese della capitale. So che quando riuscirò a venirne fuori riprenderò a perdere peso come prima. Ma come si fa? Uffa! lunedì, febbraio 21, 2005 Professo', permettete Uuun penziero poetico per l'occasione? 'A droga mia 'a teng' rind'o core domenica, febbraio 20, 2005 Ma l'amore...cos'è? venerdì, febbraio 18, 2005 Ma la volete smettere di chiudere i vostri blog a tradimento!?!?! lunedì, febbraio 14, 2005
Si chiamerà Alice, è dell'acquario con ascendente in gemelli e nasce già avvantaggiata per avere per genitori due personcine in gamba, intelligenti, simpatiche eccetereccetera, nonché cotanta zia! Ora però basta perché mi sto commuovendo... giovedì, febbraio 10, 2005 Sono una cabarettista frustrata. Cena coi colleghi in locale semi-chic con orchestrina jazz, arredamento hi-tech e cameriera francese algida e professionale: tutti ci provano e lei, irreprensibile, si limita a prendere le ordinazioni senza nemmeno un sorriso. martedì, febbraio 08, 2005 Una balena a ore 9! Ho preparato tutto. lunedì, febbraio 07, 2005 Carrambate Un po' di anni fa, circa 3, girovagando per internet ho trovato una ragazza col mio stesso cognome, quasi della mia stessa età, che fa il mio stesso lavoro e i nostri nomi iniziano anche per la stessa lettera! Solo che lei vive a San Francisco. Un paio di settimane dopo tento di scriverle, ma non trovo più il sito su cui avevo letto il suo nome...e quindi lascio perdere. venerdì, febbraio 04, 2005 Stamattina mi sono svegliata con la voce di Amanda Lear. Ieri dopo aver urlato e cantato al concerto dei Cialtroni Animati sono rimasta a ballare fino a notte inoltrata insieme ai colleghi. Erano mesi ormai che non facevo vita notturna e oggi sono un po' provata dall'esperienza. E' stato bello uscire coi colleghi, siamo stati bene insieme e non lo so perché ma non l'avrei mai creduto. Poi...ieri sera c'è stato un re-incontro con una persona molto importante. Un'amica, o meglio, l'amica con cui c'era stato un allontanamento la scorsa estate. Ma questo è un discorso che merita di essere approfondito in uno dei prossimi post. Sono felice, comunque, che i miei chili in meno mi stiano riportando lentamente alla "normalità". Un po' meno contenta sono, invece, di attribuire a questi chili così tanta importanza. martedì, febbraio 01, 2005 Aggiunta delle 19.30: *UFF...* lunedì, gennaio 31, 2005 Ho deciso che ogni ultimo del mese pubblicherò le chiavi di ricerca più succose che dai motori di ricerca rimandano a questo blog. Ogni volta che vado a sbirciare i report di shinystat mi stupisco di vedere cosa cerca la gente sul web. Dico a voi che capitate qua cercando tutt'altro: lasciate una traccia, scrivetemi, io vi voglio conoscere, voglio sapere chi siete, come vivete, che musica ascoltate, quali sono i vostri piatti preferiti. Fra le parole più cercate c'è "sculacciata" che viene abbinata a svariate situazioni: lunedì, gennaio 24, 2005 Sabato ho fatto l'henné e i capelli mi sono usciti di un rosso imbarazzante. Con mia madre un vero e proprio idillio, non ci sono abituata e la cosa mi destabilizza, quasi mi infastidisce. Persino mia sorella mi ha telefonato stupita chiedendomi cosa stesse succedendo...si sono sentite e mia madre si è detta preoccupata perché non riusciva a trovarmi e non sapeva se avrei gradito oppure no il brodino per cena... Ieri pranzo chiacchieroso, passeggiatoso, un po' freddoloso, ma piacevoloso insieme ai coniugi reo. Ed è successo. Ho assistito in prima persona al cane brutto. Eccezionale. Edit di servizio delle 20.30: lunedì, gennaio 17, 2005 Allora è andata così. giovedì, gennaio 13, 2005 Se mentre siete ad una cena placida e rilassata insieme a persone piacevoli qualcuno accenna a farvi il gioco delle 8 olive o degli 8 pop-corn o delle 8 uova o delle 8 palline di carta, fermatelo....FERMATELO, per carità! Potrebbe rovinarvi la serata! E con oggi sono a -15!!! ...e la seconda prova-pantalone è passata... |
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