[stanca di stenti]
Diario semiserio di un'ultra trentenne di ritorno da mammà dopo 10 anni di gaia indipendenza.

martedì, luglio 05, 2005

Credo di essere stufa dell'argomento di questo blog. O meglio, dell'alibi che mi sono scelta in questo blog per vestirmi da vittima anziché da carnefice di me stessa. Come mi ha detto la Patta una volta, potrei cominciare a pensare di farmi io da madre e lasciare la mia vera madre così com'è, senza pretendere che sia diversa. Potrebbe essere un buon esercizio. Un nuovo esercizio, soprattutto.
Da oggi inizierò a crescere, voglio finalmente diventare Adele e smettere di essere la figlia di mia madre.

A presto!

Vostra,
Adele


postato da adele | 13:09 | commenti (30)

venerdì, giugno 24, 2005

La signora Pisque era la mia amica immaginaria. Me la ricordo con la faccia di pezza, gli occhi azzurri sgranati, due tondi sulle guance e le trecce di lana rossa. Non ho mai avuto una bambola così, lei era solo nella mia immaginazione. Aveva anche un vestitino celeste, con la pettorina a quadretti e un fiocco intonato alla gonna. Non avevo problemi di solitudine da bambina, sono cresciuta per le strade della mia borgata insieme a tanti amichetti della mia età, senza particolari costrizioni, eppure fino ai 5 anni ho sentito l'esigenza di questa amica immaginaria con la quale mi perdevo in lunghe chiacchierate.
Chissà se c'entra qualcosa con l'incomunicabilità attuale con mia madre...forse no, ma oggi ci pensavo e non so perché la mia mente mi ha portato il ricordo della mia signora Pisque. Pronunciato con la s sibilante in mezzo ai denti di quando ero bambina: Pisssque.
postato da adele | 15:40 | commenti (15)

giovedì, giugno 16, 2005

Tik, tikke, tik, tak, takke, tik, tik.

E' il rumore della mia tastiera sotto l'azione delle mie dita: collegamento velocissimo con me, le mie sensazioni, i miei pensieri, le mie rabbie. Scrivo incessantemente, parole a fiumi, tutte le parole che non so dire. Le devo scrivere, tutte le parole che ho paura di far uscire dalla mia bocca.

Detesto mia madre ed i suoi silenzi, i musi lunghi al posto delle parole, odio l'incomunicabilità che è fra le poche cose che mi abbia insegnato. Anzi no, mi ha  insegnato anche ad essere una brava donna di casa, a pulire ogni cosa perfettamente, senza lasciare tracce, a passare l'aspirapolvere negli angoli e a muovermi sporcando il meno possibile.
Sono dura e inclemente con lei ma poi, mettendo bene a fuoco, vedo la repressione che ha subìto da due genitori che non le hanno mai insegnato che si può essere amati, ma che una donna è nata per essere servile e rispettosa nei confronti degli uomini sì; lei, sposata troppo giovane, e con troppi sogni da realizzare; nell'illusione di una vita migliore di quella auspicata in un paesello lucano, dove tutto è pregiudizio, si è ritrovata in una gabbia peggiore con una figlia non sua già grande e altri due da crescere, dove ha trovato la sua massima espressione nel lucidare pomelli d'ottone.

Sono tante le cose che vorrei dirle, ma le parole si fermano tutte in gola, riesco a far uscire solo quelle insignificanti. Ogni volta che provo a raccontarle qualcosa mi sento inadeguata, come se quello che le sto per dire non fosse abbastanza eccezionale per catturare la sua attenzione. Quando le parlo di me finge distrazione o, almeno, spero che finga, ma il risultato è sempre quello: lascio a metà il mio discorso, lo lascio scarno e dico lo stretto necessario alla cronaca, tanto non mi ascolta.
Gli amici, invece, le persone che mi sono scelta accanto mi ascoltano avidamente e sollecitano le mie parole, ma ritrovo in loro mia madre ogni volta che ho da dire qualcosa di scomodo, che possa ferire o che possa far intendere una qualsiasi pretesa da parte mia, ma anche una semplice richiesta di attenzione. Mi blocco, mi chiudo, mi convinco che tutto vada bene e che mi sto sbagliando, che non devo dire, che non devo chiedere.

Sento ancora nettamente la spinta delle parole verso l'esterno che combattevo da ragazzina, quando dovevo dire a mia madre qualcosa di importante. Le parole erano lì, pronte per uscire, frasi esaurienti e ben formulate, salivano e poi scendevano di nuovo giù, dal terrore di tirarle fuori e della sua reazione. La maggior parte delle volte uscivo sconfitta da questa lotta, memore di tutte le volte che mi era scappato di dire la mia e lei prontamente e rabbiosamente a ricordarmi che non erano affari in cui potevo immischiarmi. Sono cose che provo ancora adesso, ma devo pur sopravvivere e ho imparato ad eludere la mia mente con escamotage: fingo di non aver più nulla da dire ma poi obbligo la mia lingua a partire e dette le prime due, tre parole non ho più scuse per fermarmi. Con lei, invece, non mi pongo nemmeno il problema: non dico e basta.

Come mi ricorda Cinzia, dovrò decidermi presto a darmi da fare per eliminare questi meccanismi perché, finché saranno problemi, non mi permetteranno di rapportarmi con gli altri, e con me stessa, in maniera serena. Ho paura, però, che questa volta non ci sarà la chirurgia ad aiutarmi:  il bendaggio, in questo caso, dovrò premurarmi di eliminarlo, sia dagli occhi che dal cuore.
postato da adele | 10:10 | commenti (19)

martedì, giugno 14, 2005

In che posto viviamo? Un riparo per pecore teledipendenti?
Mi sento triste e impotente.

Hai visto Waitress perché non posso fingere che la Chiesa non ci sia e che non possa influire sulla mia vita e sulle mie scelte?

Viene segnalata sul blog di Beppe Grillo l'articolo 98 della legge n. 361 del 30 marzo 1957 che dice:

1. Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.

Come mai nessuno ha tirato in ballo questo articolo, nemmeno tutti quelli favorevoli al sì? Come mai?
E quanti fra i lettori di questo blog sarebbero disposti a battersi per rompere anche solo un po' le scatole a chi ha promosso l'astensionismo? Lo fareste pur avendo la certezza che non si otterrebbe mai una punizione nei confronti del Papa o del Presidente del Consiglio?
Io lo farei, ma da sola non vado da nessuna parte...

postato da adele | 14:41 | commenti (12)

lunedì, giugno 13, 2005

C'è del diabolico nell'ostinazione con cui gli utenti di Trenitalia rifiutano di settare i propri cellulari con il vibra-call.
Per non parlare della dovizia con cui raccontano i particolari della propria vita privata attraverso i loro apparecchi.
E non voglio nemmeno accennare al volume su cui modulano la loro voce, quasi a volersi assicurare che a nessuno sfugga ciò che di interessante hanno da dire.
...Poi mi dicono che sono intollerante, eh?
postato da adele | 15:47 | commenti (7)

venerdì, giugno 10, 2005

Sta accadendo una cosa nuova nella mia vita, una cosa bella e dolce.
Una di quelle cose che aspetti e che cerchi in un'infinità di malintesi e che poi, quando smetti di cercare, arriva rombante e ti dice "ehi! Io Zono Cuì!" e tu non smetti di ridere perché capisci che questa volta la vuoi proprio e non ti inventerai niente per fingere di non meritarla.
Una di quelle cose che non hai voglia di banalizzare con una definizione, sai solo che la vuoi e che ti viene voglia di volerla sempre di più...
Ed è una di quelle cose che nemmeno hai bisogno di dirla per sentire che sia vera, ma che ti si legge in faccia perché ne hai sempre la bocca piena. Tanto t'ho visto che mastichi!

...No, dai, non sono incinta!

postato da adele | 23:22 | commenti (16)

lunedì, giugno 06, 2005

Sono contenta di essere nata femmina, mi sento femmina fino nell'anima e non ho mai avuto dubbi in merito. O meglio sì, ne ho avuti a volte, ma solo perché sono convinta che sarei stata più apprezzata da mia madre che per mio fratello ha una venerazione. Né più, né meno.
Questa predilezione è sempre stata chiara. Quando eravamo piccoli e volevamo chiederle qualcosa stabilivamo sempre che fosse lui a chiederglielo perché la risposta sarebbe stata quasi sicuramente sì; ma anche ora che siamo adulti quello che mio fratello dice è "cassazione", quello che dico io è sempre opinabile, da dimostrare, anche se poi diciamo la stessa cosa.
Sia io che mio fratello lavoriamo molto e stiamo spesso fuori casa. Al mattino non me ne vado mai di casa senza aver messo in ordine la mia stanza, non le ho mai lasciato il mio letto da rifare. Mio fratello non si rifà il letto e non porta nemmeno in bagno la roba da lavare, eppure mia madre si lamenta del mio disordine e del fatto che non spolvero mai le mensole dei libri.
Se mio fratello è a letto malato lei si preoccupa di portargli a letto il teuccio e le medicine che se si alza prende freddo. Quando sono malata io mi devo alzare a prendere le medicine, a prepararmi le eventuali bevande calde, devo chiederle se perfavore può passare in farmacia per me. L'ultima volta che ero a casa con la febbre e lei era fuori non mi ha chiesto come stavo, ma se avevo preparato qualcosa per la cena di mio fratello. Questa del pasto poi è sempre bizzarra. Io al mattino sono sempre di corsa e siccome non riesco a prepararmi il pranzo mangio alla mensa aziendale, che comunque non è gratuita. Per lui, lei si alza ogni mattina presto, gli prepara la spremutina d'arancia e poi la pietanzina e le verdurine da portarsi al lavoro che sennò deve spendere dei soldi per mangiare. E va bene, la mensa è comoda ed economica. Ma anche adesso che mio fratello viene a lavorare con me al call centre, anche quando abbiamo il turno insieme, a lui prepara il pranzo da portarsi dietro, io invece mi arrangio in qualche modo.
Ovviamente non ce l'ho con mio fratello e oramai nemmeno più con mia madre: nessun amore si può pretendere, nemmeno quello di una madre. Nel corso degli anni la rabbia è diventata solo dispiacere. Mi sono arresa a questa mancanza visto che non c'è niente che io possa fare per farmi amare almeno quanto ama lui. Ecco, forse la cosa che un po' mi fa rabbia è che tutto dipenda da un'appendice. Se avessi avuto un pisello sarebbe stato diverso. Sarei stata amata anche io e forse non avrei nemmeno dovuto lottare così tanto con i chili in più, non sarei stata preda di disordini alimentari, sarei stata bella, sicura di me, felice e amata e non mi sarei dovuta andare a cercare l'affetto anche in situazioni poco dignitose. Non mi sarei dovuta sentire sempre poco all'altezza delle situazioni sentendomi sempre di dover dimostrare che non sono poi così male: sarebbe stato ovvio. Però sarei stata maschio.
Dovrò intervistare mio fratello, un giorno, per chiedergli lui come si sente o forse fargli leggere questo blog.

Nel frattempo medito sulla mancanza di comunicazione con mia madre. Forse lei avrebbe gradito di più una comunicazzione.
postato da adele | 13:15 | commenti (16)

lunedì, maggio 30, 2005

Ho deciso di sbattezzarmi.
Sono anni che non seguo più la religione che mi è stata imposta; quel poco che seguo, lo faccio sempre con disappunto e a volte anche con ribrezzo. Mi sento lontanissima da certi modi di essere e di pensare, che sono propriamente cattolici, e credo sia anche un gesto di rispetto nei confronti della Chiesa: dopo tutto quello che riesco a dire contro questa istituzione, come potrei ancora figurare nel registro dei battezzati?
Non mi ritengo atea e nemmeno agnostica perché non ho ancora trovato la risposta a molte delle mie domande, ma diciamo che più osservo il mondo, più il mio bagaglio di esperienze si arricchisce e più vedo le cose in maniera più razionalistica. Una cosa è certa: più passa il tempo e più credo che la religione sia una grossa bufala inventata per tener buona la gente, per addomesticarla, per farle seguire le regole senza fiatare, in cambio di una vita eterna. Che, comunque, sai che noia!

Mi è stato segnalato questo interessante sito: http://www.uaar.it/ (Un miàrdo, un miàrdeddue de bàceni al segnalatore) dove a questa pagina: http://www.uaar.it/documenti/laicita/01.html viene affrontato in maniera particolareggiata il tema del battesimo, di come la Chiesa sfrutta l'alto numero dei battezzati per falsare le sue statistiche e anche come fare per sbattezzarsi.
Ho appena stampato in triplice copia il modulo per sbattezzarmi, non si sa mai, dovessi fare qualche errore.  ;)

Aggiornerò il blog con gli sviluppi della pratica.
Intanto, giusto per essere "fedeli", ma solo al titolo di questo blog, qualcuno si offre volontario per dirlo a mia madre?

postato da adele | 17:31 | commenti (24)

martedì, maggio 24, 2005

È che di cose da dire ne avrei anche molte.
È che però mica mi va...

postato da adele | 18:51 | commenti (16)

lunedì, maggio 02, 2005

Sono una privilegiata, ho una corsia preferenziale nelle vostre vite e questo solo grazie al mio nome. Prima di me vengono solo Abelarda e Adamo e quindi spesso sono la prima nella rubrica telefonica dei vostri telefonini. Dunque, cosa pensate che accada nei momenti meno opportuni, magari mentre sto facendo la settimanale applicazione di olio indiano sui capelli, mentre affronto delicati argomenti sui massimi sistemi con la mia manicure o mentre cerco il bullone, con le mie manine imbrattate di grasso, per rimontare la pinza del freno dopo aver cambiato le pasticche?
Ebbene, normalmente mi arriva la vostra telefonata. Guardo il display, leggo il vostro graditissimo nome, mi affretto a nettare le mie mani per poter armeggiare col telefono e tutta trafelata rispondo con il mio "pronto?" più dolce e suadente. Tutto questo per sentire dall'altra parte non la vostra voce, bensì i vostri rumori di fondo. Suoni di automobili con le marce che urlano, voci che arrivano ovattate: "ma proprio qua in mezzo lo dovevano mettere il cambio?" e altri rumori non meglio definibili. Le prime volte riattaccavo in tutta fretta per non farvi spendere denaro inutilmente ma poi, lo confesso, mi è venuta irrefrenabile la curiosità di rubare pezzi delle vostre vite cercando di decifrare i suoni che arrivavano al mio telefono. Spesso eravate in automobile, a volte sentivo il suono dei vostri passi, altre volte il vocìo della folla e una volta qualcuno mi ha fatto sentire un pezzo di film mentre era al cinema. Il massimo lo raggiungete quando non faccio in tempo a rispondere e parte la segreteria telefonica: una volta ho ricevuto 14 messaggi vocali in segreteria telefonica che mi testimoniavano di un vostro viaggio in treno. Se vogliamo è stato anche romantico.
E tu, reo-confesso, dov'eri stamattina alle nove e due minuti? Sul tram? In un'aula del tribunale?
Spero davvero di non aver origliato mentre ti trovavi in una "riunione di gabinetto". . .
postato da adele | 11:32 | commenti (23)

giovedì, aprile 28, 2005

Ho trovato casa!
In campagna, non lontano dalla città, su due piani, per 500 euri al mese.
Ho accesso solo al piano inferiore che comunque è molto grande e confortevole.
Le pareti del "mio" piano sono molto colorate. La porta d'entrata dà su un ingresso ampio, sulla destra ci sono stanze nelle quali non potrei entrare e di fronte c'è una grande stanza che fa da soggiorno e cucina, molto grande, con le pareti rosso pompeiano e una parete lilla, uno strano accostamento, ma a vederlo l'effetto non è affatto male. La parte cucina è già arredata, manca qualche elettrodomestico che aggiungerò io e nel mezzo della stanza c'è un grande tavolo ottagonale, o decagonale non ricordo, e io me lo sono già immaginato tutto imbandito e con i miei amici attorno. Sulla parete sinistra di questa stanza c'è un corridoietto piccolo con tre porte, una va in un bagnetto piccolo ma carino, una in una zona in cui non posso entrare e un'altra, finalmente, nella "mia" stanza: piccina, per ora c'entra giusto un letto singolo, il letto matrimoniale ci entrerà giusto giusto, ma c'è una stufa-camino molto carina che rende la stanza calda e accogliente e anche molto romantica!
Quando la padrona di casa mi ha lasciata sola per un po' sono andata a sbirciare nelle altre stanze. Le prime, a destra dell'entrata, mi hanno fatto molta impressione: tutte dipinte di un bianco candido con alle pareti delle cassettiere con i cassetti minuscoli e una stanza in particolare era molto strana. Non sono riuscita ad aprire la porta per intero perché qualcosa la bloccava, ma sono riuscita ad infilare la testa abbastanza per vedere che insieme alle pareti era stata dipinta di un bianco candido anche una culla rudimentale e su un lato della stanza c'era una scala a pioli che finiva sullo sportello chiuso di una botola sul soffitto. Poi proverò ad aprirla.
La terza porta nel corridoietto della "mia" stanza da letto si apre invece su una camera molto ampia, vuota e pulita e questa a sua volta su altre stanze; una in particolare mi è piaciuta molto perché è una serra, la temperatura scende un po' lì, ma è decisamente molto bella. E' strano che ci siano delle stanze così ampie, da fuori non sembrava.

Quando sono tornata nella stanza colorata ci ho trovato molte persone non gradite del mio passato. Poi mi sono svegliata dicendomi: "Spero che quando rimarrò sola non sentirò i passi dei fantasmi al piano di sopra..."

postato da adele | 15:22 | commenti (13)

domenica, aprile 24, 2005

Per la prima volta vedevo il mare.
Oltre l'orizzonte mi immaginavo l'Inghilterra
e là, dove il sole calava, l'America.

Mai come ora avevo avuto la sensazione
di essere alla ricerca di qualcosa
che non sapevo definire.
Ora capivo perché la gente abbandona il proprio paese,
sopraffatta dalla nostalgia di terre lontane.

Ero fuggito da Monaco, da quell'Hunsruck angosciante,
ero fuggito da Dulmen...
ma c'era una meta, nascosta in me.

[tratto da Heimat 2  - "5: Il gioco con la libertà"]

postato da adele | 14:31 | commenti (8)

mercoledì, aprile 13, 2005

Abat jourSiamo io, la mia psic-amica detta Pandora, ma non è la Pandora frequentatrice di questo blog (ciao Pandora!), e una signora che entrambe detestiamo. Dico: "Sì, lo so che Catania è una bella città, io non ci sono mai stata, però sicuramente preferisco Palermo". In quel momento mi accorgo che ci troviamo nella casa di questa signora e che oltre il soffitto della casa si vede il panorama di una città che è, appunto, Catania, ed è effettivamente bellissimo: vedo una collina tutt'attorno su cui sorgono costruzioni belle e antiche, di un colore giallo dorato, battute dal sole. Cupole e fregi ovunque. Mentre osservo queste bellezze qualcuno in cima alle cupole aziona dei dispositivi che le fanno ripiegare su se stesse come fossero le quinte di un teatro e io continuo a dire: "Bella Catania, ma sicuramente preferisco Palermo".
Mi avvicino ad una finestra, mi affaccio e vedo una grande fontana rotonda dove sta galleggiando, messo di lato, un animale. Grido: "Pandora, corri, vieni a vedere, c'è un cerbiatto!". Ma guardo bene e questo cerbiatto ha delle grandi corna come fosse un cervo adulto ed è lucido, di marmo nero. Mentre Pandora si avvicina a guardare, il cerbiatto si tira su e diventa un bellissimo unicorno, immenso, ma sempre di marmo nero lucido. E' vivo ma immobile.

La primavera effettiva sembra ancora lontana, mi rigiro dall'altra parte: torno a dormire e a godermi ancora un po' il tepore sotto le coperte. Spegnete la luce perfavore?

postato da adele | 00:43 | commenti (15)

giovedì, marzo 10, 2005

Per un sacco di anni sono stata convinta che marzo fosse portatore di primavera ovunque. Una sveglietta precisissima, collegata con la sfizzera, che al primo di marzo DRRRRrrriiinnnn... suonava e svegliava le gemme sugli alberi, le rondini sotto ai tetti e le nevi sui monti che si scioglievano con un fragore di cascate. Poi a 21 anni l'amara realtà: dopo un rigidissimo inverno udinese, marzo non portò che altro freddo e ancora gelo e abbondantissima pioggia. Un affronto per me che ero abituata ai pic nic di Villa Borghese per festeggiare (anche) l'arrivo della primavera.
Ecco, quest'anno sto rivivendo la delusione di quell'anno, di quando attesi con tanta ansia marzo perché portasse finalmente un po' di calore e invece fece solo da prolunga all'inverno.
Così eccomi qua, ben rintanata nel mio bozzolo morbido e caldo, a sognare sole, amache dondolanti, giamaicani e spiagge tropicali. E guai a chi me sveglia.

postato da adele | 09:21 | commenti (40)

domenica, febbraio 27, 2005

Mi si è spento un po' il cervello. Che c'avete da accende?
postato da adele | 22:14 | commenti (20)

mercoledì, febbraio 23, 2005

Ieri finalmente la bilancia ha segnato un altro chilo in meno dopo un mese di pausa.  Sto facendo un po' più di movimento anche se non ho ancora avuto il coraggio di mettere un, seppur infilato nelle splendide ciabattine griffate, piede in piscina. Però ho coinvolto i colleghi a fare una passeggiata dopo pranzo e poi a fare le scale a piedi...insomma, tutto questo deve aver smosso qualcosa. Il problema è che mi sono resa conto che, nonostante il bendaggio, io sto sfamando la mia testa e non il mio stomaco: quando il mio stomaco è pieno la mia testa dice e no, hai mangiato solo il primo, fai uno sforzo, la regola vuole che ci stia pure un secondo!  Non riesco ad uscire da questa cosa. Non riesco a sentire quando il mio stomaco mi dice che è pieno, mangio sicuramente meno di prima, ma smetto di mangiare solo quando mi sento sazia come una svedese della capitale.
So che quando riuscirò a venirne fuori riprenderò a perdere peso come prima. Ma come si fa? Uffa!
postato da adele | 15:25 | commenti (14)

lunedì, febbraio 21, 2005

Professo', permettete Uuun penziero poetico per l'occasione?

'A droga mia 'a teng' rind'o core
'A cocaina mia se chiamm'ammore...

postato da adele | 18:48 | commenti (15)

domenica, febbraio 20, 2005

Ma l'amore...cos'è?
E'  per forza scambiarsi promesse eterne?  ...E dirsi io sono tua, tu sei mio? O non è, forse, avere fame di un'altra persona, desiderare i suoi occhi, le sue parole, le sue mani, la sua felicità? Trovare i punti di contatto con la sua mente e, una volta trovati, cercarne altri e poi farli combaciare con i punti dei propri corpi? E, ancora, scegliersi ogni giorno che arriva senza bisogno di lasciarlo decidere ad un contratto?
Io una cosa l'ho imparata fino ad ora. E cioè che l'amore non è necessariamente scambiarsi le puzzette nel letto.

postato da adele | 14:08 | commenti (19)

venerdì, febbraio 18, 2005

Ma la volete smettere di chiudere i vostri blog a tradimento!?!?!
Prima La Signorina...
poi Pandora...
ora pare anche la Donnetta.
Vi prego basta, la mia serenità piscologico-intellettuale ne sta già risentendo. Fermiamo questa morìa!

postato da adele | 12:52 | commenti (10)

lunedì, febbraio 14, 2005

"Advice from a Caterpillar" - Arthur RackhamÈ nata!
Sono diventata zia per la seconda volta!!
Luca-sposato ha partorito una bambina! Cioè, non lui, sua moglie...
Non mi ricordo quanto pesa, non ho idea di quanto sia lunga (non si sa perché ma tutti vogliono sapere 'ste cose, forse perché poi quando sarà grande col cavolo che riescono a tirartele fuori!).
Mamma e bimba stanno bene, Luca invece un po' meno, si sta ancora riprendendo dopo aver assistito al parto...

Si chiamerà Alice, è dell'acquario con ascendente in gemelli e nasce già avvantaggiata per avere per genitori due personcine in gamba, intelligenti, simpatiche eccetereccetera, nonché cotanta zia! Ora però basta perché mi sto commuovendo...

postato da adele | 21:18 | commenti (20)

giovedì, febbraio 10, 2005

Sono una cabarettista frustrata.

Cena coi colleghi in locale semi-chic con orchestrina jazz, arredamento hi-tech e cameriera francese algida e professionale: tutti ci provano e lei, irreprensibile, si limita a prendere le ordinazioni senza nemmeno un sorriso.
Collega 1: Uhm, no, a me le francesi non piacciono...se la tirano troppo..
Collega 2: Be', sì è vero...a 'sto punto meglio le inglesi...
Collega 3: Vabbe', allora vogliamo parlare delle spagnole?
Collega 4: E ve le ricordate quelle 3 biondine di Stoccolma?
Collega 2 e 3: Ammazza, cariiiine....
Io: A me invece piacciono tanto i nigeriani.
Tutti: ...
Io: Ehm...
Tutti: ...
Io: Coff coff...ehm...che ne dite di una bella bistecca danese per secondo?

postato da adele | 11:02 | commenti (29)

martedì, febbraio 08, 2005

Una balena a ore 9!

Ho preparato tutto.
Ho fatto l'iscrizione, ho acquistato 10 ingressi, le infradito come piacevano a me, un paio di costumi carini, anche se di taglia grande, un accappatoio "che per trovarlo di quella taglia ho dovuto girare tutta la città, però ammazza quant'è bello", un docciaschiuma al profumo di cocomero con effetto scrub, una spugna color verde kawasaki e anche un necessaire "super fashion molto ieah". Ho messo tutto in un borsone da sport comprato per l'occasione, bello, nero semi-griffato e ad ogni cerniera ho anche applicato un ciondolino di Winnie the Pooh che fa capolino ora da una tartarughina, ora da un'apetta, ora da un coniglietto rosa. Mi sono persino depilata.
E adesso...?
Adesso sarei pronta per iniziare ad andare in piscina, ma ogni scusa è buona per non andarci. Perché mi vergogno. Mi terrorizza l'idea di sentire tutti gli occhi puntati sui miei rotoli di ciccia e sulla mia cellulite e anche vedere tutta la gente che si mette al riparo mentre sto per entrare in vasca. Le onde che si alzano ad ogni mia bracciata e la scaletta che scricchiola mentre sto per uscire dall'acqua. Occhi curiosi che mi scrutano mentre sono sotto la doccia ché vogliono vedere com'è fatta una cicciona e i sospiri di sollievo di chi pensa meno male, c'è chi sta peggio di me.
Ho esagerato?
E se provassi a togliere i ciondolini di Winnie the Pooh dalla borsa....?

postato da adele | 11:56 | commenti (25)

lunedì, febbraio 07, 2005

Carrambate

Un po' di anni fa, circa 3, girovagando per internet ho trovato una ragazza col mio stesso cognome, quasi della mia stessa età, che fa il mio stesso lavoro e i nostri nomi iniziano anche per la stessa lettera! Solo che lei vive a San Francisco. Un paio di settimane dopo tento di scriverle, ma non trovo più il sito su cui avevo letto il suo nome...e quindi lascio perdere.
Due mesi fa, pochi giorni prima dell'intervento, ricevo una mail proprio da questa ragazza che mi dice che mi ha trovata sul web, che si è stupita di vedere che facciamo lo stesso lavoro e che forse potremmo essere parenti. Inizia così uno scambio di e-mail fino a quando non decidiamo di incontrarci in occasione di una sua visita in Italia.
E così sabato ci siamo viste.
A. è una bellissima ragazza dai modi gentili e dolci e dai tratti orientali: sua madre è thailandese.
Abbiamo chiacchierato a lungo stabilendo che siamo cugine molto alla lontana: i nostri nonni erano cugini di primo grado. E' stato un incontro molto piacevole,la mia "nuova" cugina di terzo grado è una persona molto piacevole.
Le coincidenze poi non sono finite perché chiacchierando mi ha detto di aver sentito una sua ex collega che ora lavora in una piccola agenzia di pubblicità che è la stessa presso cui ho lavorato due anni fa e, mentre parlavamo di questa cosa, squilla il mio telefono ed era L., l'amica con cui mi dovevo vedere a cena, che è una delle titolari di quella piccola agenzia di pubblicità. Carramba! Quando ci si mette il destino fa degli scherzetti niente male!!

postato da adele | 11:56 | commenti (9)

venerdì, febbraio 04, 2005

Stamattina mi sono svegliata con la voce di Amanda Lear.
Ieri dopo aver urlato e cantato al concerto dei Cialtroni Animati sono rimasta a ballare fino a notte inoltrata insieme ai colleghi. Erano mesi ormai che non facevo vita notturna e oggi sono un po' provata dall'esperienza. E' stato bello uscire coi colleghi, siamo stati bene insieme e non lo so perché ma non l'avrei mai creduto.
Poi...ieri sera c'è stato un re-incontro con una persona molto importante. Un'amica, o meglio, l'amica con cui c'era stato un allontanamento la scorsa estate. Ma questo è un discorso che merita di essere approfondito in uno dei prossimi post.
Sono felice, comunque, che i miei chili in meno mi stiano riportando lentamente alla "normalità".
Un po' meno contenta sono, invece, di attribuire a questi chili così tanta importanza.
postato da adele | 12:53 | commenti (11)

martedì, febbraio 01, 2005

Aggiunta delle 19.30:
caro Capo, non leggere il seguente post che oggi avevo bisogno di sfogarmi.

 *UFF...*
Ecco. Questa è la mia espressione tipica di questo periodo e anche l'onomatopea è di colore arancione e in formato Courier New.
Mi annoio. Nessuno dei due lavori che sto svolgendo mi dà abbastanza gioia, sto lavorando solo per il denaro. Lo so che era senz'altro peggio quando di lavoro non ne avevo nemmeno mezzo, ma non ci posso fare niente se sto così e se non ho stimoli perdo l'interesse. Sto facendo una fatica immane per impegnarmi e ho la sensazione di perdere tempo.
Il fatto è che ho la certezza che nessuno dei due lavori mi darà mai la possibilità di crescere, sono entrambi precari e la mancanza di diritti di un lavoro precario fa sì che non ci siano sbocchi: sono e rimarrò un'esecutrice a vita.
In questi giorni sono nella fase "oddio come sono triste e sfortunata", ma so che a breve verrà fuori la fase "famoli neri!" e mi metterò alla ricerca seria di qualcosa di nuovo. Forse di qualcosa di veramente nuovo, chissà?
Da piccola volevo fare la ballerina, ma forse sono un po' in ritardo adesso, per un periodo mi sarebbe piaciuto imparare a suonare uno strumento, ma le lezioni di chitarra hanno dato pessimi frutti; però non ricordo di aver mai voluto fare la parrucchiera. Invece ho un'intera carrellata di lavori in ambito creativo: vetrinista, pittrice, stilista, grafica pubblicitaria, decoratrice, scultrice e illustratrice e in effetti, alla fine, il mio lavoro di webdesigner è abbastanza creativo e a volte anche divertente.
Certo è che il modo in cui lo sto svolgendo ultimamente non mi dà molte soddisfazioni: devo preoccuparmi solo di essere un'abile interprete dei desideri di qualcun'altro, ma molto spesso devo limitarmi ad interpretare alla lettera i desideri di altri e basta senza metterci troppo del mio e questo sistema non mi piace, non mi diverte, non mi dà soddisfazione.

In ogni caso mi trovo di fronte ad una svolta perché alla fine di questo mese il mio contratto scadrà e molto probabilmente non potrà essere rinnovato.
Che farò?
Mi cercherò un posto di lavoro più appagante? Cambierò città o nazione in cerca di fortuna? Mi aggrapperò con le unghie e coi denti al lavoro attuale, conscia del fatto che sia comunque una missione impossibile? Cambierò totalmente settore? O mi dedicherò agli aspetti che più mi aggradano del mio lavoro?
Ecco, non lo so.
Sto inviando pigramente il mio curriculum in giro, già dalle timide risposte mi pare di capire che non ci siano cose interessanti in giro ma non me la posso prendere tanto comoda: il tempo stringe!

Uff...

postato da adele | 17:14 | commenti (10)

lunedì, gennaio 31, 2005

Ho deciso che ogni ultimo del mese pubblicherò le chiavi di ricerca più succose che dai motori di ricerca rimandano a questo blog. Ogni volta che vado a sbirciare i report di shinystat mi stupisco di vedere cosa cerca la gente sul web. Dico a voi che capitate qua cercando tutt'altro: lasciate una traccia, scrivetemi, io vi voglio conoscere, voglio sapere chi siete, come vivete, che musica ascoltate, quali sono i vostri piatti preferiti.

Fra le parole più cercate c'è "sculacciata" che viene abbinata a svariate situazioni:
sculacciata gita, sculacciata madre blog, sculacciata mamma, sculacciata sulla sedia, sculacciata dai parenti, sculacciata dalla cugina, sculacciata dalla maestra, adulta sculacciata, bambina sculacciata (questo si chiama par condicio, capperi!), baby-sitter sculacciata, blog+sculacciata, brucia la sculacciata per finire con un ambiguissimo sculacciata duro ore.
Altra parola ricercatissima, e qui non mi stupisco troppo, è "tette". Tette di mia sorella, blog tette e uno sfiziosissimo tette anomale.
Una serie di donne grasse e ragazze grasse, chissà poi perché...
Poi molte simpatiche richieste outsider: cereali alla marijuana, depravati in pannolino (reo, questo secondo me è lo stesso che cerca da te donne che cagano!), desideri erotici con mia madre (un brivido), come far sparire le occhiaie (e qua si è sparsa la voce delle mie proverbiali sporte sotto gli occhi), macchinuccia a benzina, massaggio giamaicano (bella idea, questo lo cerco anche io), meow cetriolo e meow diavoletto (???), pippe vasca e pisellini gay.
Ma la chiave di ricerca che più mi ha incuriosita, soprattutto perché non capisco come abbiano fatto ad arrivare qua con questa chiave, è: esorcismi e psichiatra...
Siete dei pazzi! Per piacere, io vi voglio conoscere!

postato da adele | 14:52 | commenti (10)

lunedì, gennaio 24, 2005

Sabato ho fatto l'henné e i capelli mi sono usciti di un rosso imbarazzante.
Sembro quasi una sciampista.
Ma sono indecisa...ora mi faccio chiamare Jessica o Samantha?
O forse Deborah...

Con mia madre un vero e proprio idillio, non ci sono abituata e la cosa mi destabilizza, quasi mi infastidisce. Persino mia sorella mi ha telefonato stupita chiedendomi cosa stesse succedendo...si sono sentite e mia madre si è detta preoccupata perché non riusciva a trovarmi e non sapeva se avrei gradito oppure no il brodino per cena...
Spero di dovermici abituare.

Ieri pranzo chiacchieroso, passeggiatoso, un po' freddoloso, ma piacevoloso insieme ai coniugi reo. Ed è successo. Ho assistito in prima persona al cane brutto. Eccezionale.

Edit di servizio delle 20.30:
1) Ho trovato l'uomo della mia vita. Guardatelo.
2) E' da un po' che volevo consigliare i visitatori di questo blog di tenere d'occhio la dottoressa in motocicletta. Qua.

postato da adele | 16:35 | commenti (20)

lunedì, gennaio 17, 2005

Allora è andata così.
Io e l'amichétto non ci vedevamo da circa un mese. Baci, abbracci e come stai e com'è andata e che è successo. Alla fine della cena, dopo essersi fatto fuori anche una ciotola di crema "spagnola", tutto serio comincia a ritagliare striscioline da un tovagliolo e a raccontarmi di un signore con cui di tanto in tanto gli capita di lavorare. Un signore saccente e noioso ma che una volta gli fece un giochino che lo lasciò di stucco. No, non era un barbatrucco, ma proprio il famoso gioco delle 8 palline.
L'amichétto continuava a tagliare striscioline:
uuuna...
dduue...
trè...
qùaaattro...
ciiinque...
ssèèèi...
sseeeette...
eotto!
Io -
E gliel'hai fatta amichè'!
Lui - Amichétta? Ma che cos'è il tempo...?
I. - 
...
Con studiatissima lentezza, che lo sa che sono curiosa come una bertuccia, comincia ad appallottolarle strisciolina dopo strisciolina.
Poi, dopo averle appallottolate, le dispone in una fila ordinata, equidistanti fra loro, tutte di fronte a me.
Si schiarisce la voce.
L. -
Le vedi queste? Sono otto palline. Uuuna, dduue, ttttrr...
I. -
Sì, sono otto, le hai contate prima...
L. -
Ah già. Insomma sono otto.
I. - Eh!
L. -
E come tu sai, oggigiorno la vita media di una persona è di circa ottant'anni, giusto 10 anni per pallina.
I. -
Hm.
L. -
Quanti anni hai tu amiche'?
I. - Io? Eeeeeee....veeent, ehm, trenta. Trentaquattro. Fra due mesi...
L. - Eh e allora amichè'! Una, due e tre, via le prime tre palline di vita che hai già vissuto.
I. - Come via? E dove le metti?
L. - Via! Non ci sono più, guarda, faccio il Mago Silvan!
I. - Oddio...
L. - E poi diciamo che di solito la vita attiva di una persona massimo massimo arriva fino ai settant'anni.
I. - Be'...
L. - Eh sì, amichè', dopo i settanta cominciano gli acciacchi veri, la stanchezza vera...e quindi via anche le ultime due palline. Fiù Fiù, sparite.
I. - GLOM...
L. - Che ti rimane?
I. - Eee...
L. - Esatto. Ti rimangono 30 anni. Cioè niente!
I. - ... stonk! [rumore di mandibola che cade sul tavolo]
L. - Un po' strana 'sta catalana però buona. Scusi, blinda? Ci porta il conto?

E così andò.

postato da adele | 23:45 | commenti (29)

giovedì, gennaio 13, 2005

Se mentre siete ad una cena placida e rilassata insieme a persone piacevoli qualcuno accenna a farvi il gioco delle 8 olive o degli 8 pop-corn o delle 8 uova o delle 8 palline di carta, fermatelo....FERMATELO, per carità! Potrebbe rovinarvi la serata!

postato da adele | 23:38 | commenti (15)

 E con oggi sono a -15!!!

...e la seconda prova-pantalone è passata...


postato da adele | 10:54 | commenti (20)